Dati Generali: Classificazione: Riserva Naturale Orientata Regionale Denominazione: COSTA DI OTRANTO S. MARIA DI LEUCA E BOSCO DI TRICASE Istituzione: Disegno di Legge approvato dalla Giunta regionale il 05/10/2004 Autorità di gestione: provvisoria - Ufficio Parchi e Riserve naturali della Regione Puglia Dati Amministrativi: Provincia: Lecce Comuni: Otranto, Santa Cesarea Terme, Ortelle, Castro, Diso, Andrano, Tricase, Tiggiano, Corsano, Alessano, Gagliano del Capo, Castrignano del Capo Superficie totale: 3.227 ha Zona centrale: 3.227 ha Perimetro: 172.950 m Caratteristiche Ambientali: Area di eccezionale bellezza paesaggistica costituita da uno dei pochi esempi di costa alta ancora integro dell'Italia peninsulare. Caratteristica fondamentale di questo tratto di costa è la presenza di cavità: l'origine è essenzialmente dovuta a fenomeni di dissoluzione carsica, ma l'interazione con le numerose sorgenti costiere presenti e il contribuito dell'azione erosiva del mare hanno determinato la presenza di ampi ingressi verso il mare. Diverse sono le grotte in cui sono stati rinvenuti importanti reperti fossili o testimonianze della presenza dell'uomo paleolitico e neolitico come nella Grotta dei Cervi, Romanelli e Zinzulusa. La flora è ricca di rari endemismi inseriti nella "Lista Rossa"; l'area inoltre rappresenta un eccezionale sito fitogeografico per la presenza di specie Trans-Adriatiche. Tra la flora ricordiamo: Fiordaliso di Leuca (Centaurea leucadea), Alisso di Leuca (Aurinia leucadea), Campanula pugliese (Campanula versicolor), dell'Efedra (Ephedra campylopoda) questa è l'unica stazione italiana mentre la rarissima Veccia di Giacomini (Vicia giacominiana) è un endemica puntiforme. Eccezionale è la presenza delle uniche aree di presenza di tutta l'Europa occidentale della Quercia Vallonea (Quercus ithaburensis sub sp. macrolepis). Oltre che alla presenza di diverse specie nidificanti: Calandro (Anthus campestris), Calandrella (Calandrella brachydactyla), Calandra (Melanocorypha calandra), e forse Falco pellegrino (Falco pellegrinus) e Falco della Regina (Falco eleonorae), l'area è interessata ad un interessante passaggio migratorio: Tetrax tetrax, Larus melanocephalus, Pandion haliaetus, Circus cyanesus, Circus aeruginosus, Circus pygargus, Circus macrounus. Ricordiamo, inoltre, come l'area sia stata l'ultima area di presenza regionale del mammifero più raro d'Europa, la Foca monaca, (Monachus monachus). In alcune delle cavità carsiche che si aprono lungo la costa sono presenti rare cenosi ipogee con diversi invertebrati endemici: Italodytes stammeri, Typhlocaris salentina, Haloblothrus gigas.(Fonte: Assessorato all'Ecologia Regione Puglia)
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